La Valle de Mena, nel nord di Burgos, ha 861 metri di dislivello tra la stazione più bassa e la più alta della rete: dai 229 m di Nava de Ordunte ai 1090 m di Cilieza. Con questa differenza una previsione comarcale non decide nulla di concreto: né quando gela in alto, né quanto è piovuto davvero in basso.
La rete è fatta di 8 stazioni distribuite in 7 centri —Nava de Ordunte, Hornes, Sopeñano, Ribota de Ordunte, Cilieza, Artieta e Villasana de Mena—, ciascuna che trasmette ogni 15 minuti, e 6 telecamere paesaggistiche in 4 di quei punti.
Non è stata montata in una volta: 6 stazioni a giugno 2025 e 2 a ottobre 2025. Crescere per fasi è la norma quando l'osservatorio lo paga un'amministrazione, e il progetto lo regge senza rifare nulla.
I dati non restano in un pannello interno. La piattaforma li pubblica in diretta, con serie giornaliere, mensili e annuali, filtri di qualità che scartano letture impossibili prima di aggregarle, e record della valle. Chiunque può consultarli.
Da settembre 2026 i fotogrammi di quelle telecamere passano anche per un modello di rilevamento del fumo. Non è un sistema di rilevamento degli incendi: è una seconda funzione di telecamere installate per mostrare il paesaggio, quindi vede quello che entra nell'inquadratura e solo di giorno, e non sostituisce la vigilanza forestale né i mezzi di emergenza. Quando il modello mette in fila diversi minuti con una colonna parte un'email con il fotogramma; poi una persona lo giudica, e si pubblica solo ciò che conferma.
Il primo è stato il fuoco del 4 settembre 2026: fumo alle 14:09 dalla telecamera norte di Castro Grande, 85 minuti di colonna e 5 notizie di stampa raccolte nella sua scheda. Al 6 settembre 2026 la valle ha un incendio confermato, e il registro è aperto sulla piattaforma.